giovedì 26 febbraio 2009

Facebook fa regredire il cervello all'infanzia

Secondo una neurologa inglese, i social network espongono le menti giovani e adolescenti al rischio di tornare al livello infantile.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 25-02-2009]

Ce l'hanno tutti con Facebook: non solo fa venire il cancro (dice qualcuno) ma è in grado di far regredire i cervelli degli adolescenti e dei giovani che lo utilizzano (gli adulti sono meno esposti al rischio, perché hanno una maggiore esperienza al di fuori dei social network) allo stadio infantile: "come i bambini sono attratti da luci e rumori, hanno una bassa soglia dell'attenzione e vivono solo il presente".

L'ipotesi è di Lady Susan Greenfield, neurologa e docente di Oxford, che ne ha parlato nientemeno che durante una seduta della Camera dei Lord.

Il problema sarebbe la velocità: passare da una schermata all'altra, da uno stimolo all'altro, in un mondo "basato sul modello dell'azione-reazione veloce" potrebbe portare il cervello ad assumere questa modalità come normale, formandolo "perché esso operi sulla stessa scala temporale".

Dal momento però che il mondo reale ha tempi di reazione diversi, generalmente più lunghi, ecco che questa disparità forse potrebbe portare all'"insorgere di un disturbo di deficit dell'attenzione".

In sostanza, "la mente del ventunesimo secolo è pressocché infantilizzata, caratterizzata da tempi d'attenzione ridotti, tendenza al sensazionalismo, incapacità di partecipazione empatica e da un debole senso dell'identità".

Passare tutto il tempo sui social network, insomma, aprirebbe le porte a una forma mentis che si troverebbe a disagio nel mondo reale, fatto di tempi più lunghi e di attese e in cui è necessario, a volte, concentrarsi anche a lungo su determinati argomenti, sebbene non abbiano niente di "sensazionale".

Addirittura, una frequentazione eccessiva di Facebook e soci potrebbe generare dipendenza nei giovani, che ne trarrebbero soddifaciemnto immediato dei piaceri: "l'acuta dipendenza dal soddisfacimento concreto e immediato può esser posto in relazione con l'analogo funzionamento di quei sistemi cerebrali che giocano un ruolo nella creazione della dipendenza da droghe. Così non dev'essere sottovalutato l'elemento del piacere nell'interagire con uno schermo, quando ci arrovelliamo sul perché sia così attraente per i giovani".


venerdì 20 febbraio 2009

Ragazzina arrestata a scuola perché invia Sms durante la lezione

Scortata dal Preside, non vuole ammettere di aver inviato Sms e nega di avere il cellulare. Interviene la polizia: prima la perquisisce e poi l'arresta.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 19-02-2009]

Nei democraticissimi Stati Uniti, una ragazzina è stata arrestata per "condotta contraria all'ordine pubblico": aveva inviato Sms durante le lezioni.

La quattordicenne, studentessa della Wauwatosa East High School (nel Winsconsin), era stata vista da un insegnante mentre inviava messaggi di testo dal cellulare durante le lezioni; alla richiesta di cessare l'invio, la ragazza aveva risposto di non possedere nemmeno un telefono: in famiglia solo il padre ne aveva uno, ed era a casa.

Così è stata scortata in presidenza dove ha continuato a negare quanto invece l'insegnante - con la testimonianza di altri due studenti - sosteneva. alla richiesta di fornire il numero telefonico di casa per parlare direttamente coi genitori, ha continuato a dare di proposito quello sbagliato.

Gli insegnanti hanno deciso di chiamare la polizia e alla fine un'agente, perquisendo la studentessa, ha trovato il telefonino (che in effetti poi si è scoperto appartenere al padre) nascosto negli indumenti intimi della ragazza.

A quel punto la ragazza è stata arrestata - e subito dopo affidata alla madre, finalmente rintracciata e giunta a scuola - con l'accusa di condotta contraria all'ordine pubblico (con relativa ammenda di 298 dollari) mentre il telefonino è stato confiscato.

Il prossimo 20 aprile la quattordicenne dovrà comparire davanti a un tribunale per rispondere della trasgressione, mentre per alcuni giorni non ha potuto avvicinarsi alle proprietà della scuola, come misura disciplinare.

lunedì 9 febbraio 2009

intervista al cantante-medico

Caso Eluana, parla l'ateo Jannacci: allucinante fermare le cure

«La vita è importante anche quando è inerme e indifesa. Fosse mio figlio mi basterebbe un battito di ciglio»

Enzo Jannacci (Foto Rai)
Enzo Jannacci (Foto Rai)
MILANO - Ci vorrebbe una carezza del Nazareno» dice a un certo punto, e non è per niente una frase buttata lì, nella sua voce non c'è nemmeno un filo dell'ironia che da cinquant'anni rende inconfondibili le sue canzoni. Di fronte a Eluana e a chi è nelle sue condizioni — «persone vive solo in apparenza, ma vive » — Enzo Jannacci, «ateo laico molto imprudente», invoca il Cristo perché lui, come medico, si sente soltanto di alzare le braccia: «Non staccherei mai una spina e mai sospenderei l'alimentazione a un paziente: interrompere una vita è allucinante e bestiale».

È un discorso che vale anche nei confronti di chi ha trascorso diciassette anni in stato vegetativo?
«Sono tanti, lo so, ma valgono per noi, e non sappiamo nulla di come sono vissuti da una persona in coma vigile. Nessuno può entrare nel loro sonno misterioso e dirci cosa sia davvero, perciò non è giusto misurarlo con il tempo dei nostri orologi. Ecco perché vale sempre la pena di aspettare: quando e se sarà il momento, le cellule del paziente moriranno da sole. E poi non dobbiamo dimenticarci che la medicina è una cosa meravigliosa, in grado di fare progressi straordinari e inattesi».

Ma una volta che il cervello non reagisce più, l'attesa non rischia di essere inutile?
«Piano, piano... inutile? Cervello morto? Si usano queste espressioni troppo alla leggera. Se si trattasse di mio figlio basterebbe un solo battito delle ciglia a farmelo sentire vivo. Non sopporterei l'idea di non potergli più stare accanto».

Sono considerazioni di un genitore o di un medico?
«Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa. L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque. Decidere di interromperla in un ospedale non è come fare una tracheotomia...».

Cosa si sentirebbe di dire a Beppino Englaro?
«Bisogna stare molto vicini a questo padre».

Non pensa che ci possano essere delle situazioni in cui una persona abbia il diritto di anticipare la propria morte?
«Sì, quando il paziente soffre terribilmente e la medicina non riesce più ad alleviare il dolore. Ma anche in quel caso non vorrei mai essere io a dover "staccare una spina": sono un vigliacco e confido nel fatto che ci siano medici più coraggiosi di me».

Come affronterebbe un paziente infermo che non ritiene più dignitosa la sua esistenza?
«Cercherei di convincerlo che la dignità non dipende dal proprio stato di salute ma sta nel coraggio con cui si affronta il destino. E poi direi alla sua famiglia e ai suoi amici che chi percepisce solitudine intorno a sé si arrende prima. Parlo per esperienza: conosco decide di ragazzi meravigliosi che riescono a vivere, ad amare e a farsi amare anche se devono invecchiare su un letto o una carrozzina».

Quarant'anni fa la pensava allo stesso modo?
«Alla fine degli anni Sessanta andai a specializzarmi in cardiochirurgia negli Stati Uniti. In reparto mi rimproveravano: "Lei si innamora dei pazienti, li va a trovare troppo di frequente e si interessa di cose che non c'entrano con la terapia: i dottori sono tecnici, per tutto il resto ci sono gli psicologi e i preti". Decisero di mandarmi a lavorare in rianimazione, "così può attaccarsi a loro finché vuole"... ecco, stare dove la vita è ridotta a un filo sottile è traumatico ma può insegnare parecchie cose a un dottore. C'è anche dell'altro, però».

Che cosa?
«In questi ultimi anni la figura del Cristo è diventata per me fondamentale: è il pensiero della sua fine in croce a rendermi impossibile anche solo l'idea di aiutare qualcuno a morire. Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza».

Fabio Cutri
06 febbraio 2009

Aggiungo soltanto il link per firmare l'appello a Napolitano per salvare la vita ad Eluana perché non credo ci sia bisogno di dire altro!

www.appelloanapolitano.enter.it

giovedì 29 gennaio 2009

Random

Salve a tutti. Inizio ora a scrivere l'articolo e smetterò non appena i miei coinquilini decideranno di tornare a casa. Per questo l'articolo va da un minimo di 3 righe ad un massimo di 4 ore di scrittura perché tra 4 ore vado a casa a piedi!!! Di che parliamo?! Diciamo che io non ho scritto più per motivi superiori di studio e perché scrivere con la tastiera di k è impossibile! Esprimere importanti e seri pensieri a quest ora della mattina è devvero impossibile, soprattutto con i Vincisgrassi per colonna sonora! Quindi che dire... parliamo di qualcosa di superficiale... parliamo di Te! Tu, dannato oggetto variabile che cambia ogni secondo a seconda della persona che legge! Tu, credo di conoscerti e potrei dire per molti di te che ti conosco anche bene, ma soltanto per degli intorni d(t) di tempo! Per alcuni istanti direi anche che tu hai varie personalità e vari aspetti fisici... io proprio non ti capisco. In effetti è brutto pensare che mentre io che scrivo sono solo uno e mono tu che leggi sei uno, trino, ottino o anche più... dovresti andare da uno psicologo. In effetti la spiegazione potrebbe essere molto più semplice... magari non sei un altra personalità ogni d(t) di tempo... magari sei continuo... forse il tuo limite è unico... In effetti se io volessi potrei approssimare la tua esteriorità a un cilindro chiunque tu sia, e pensando che a seconda della tua altezza la tua larghezza aumenta o diminuisce in modo proporzionale, potrei dire che tu sei tanti simili, e pensando che esistonotanti cilindri più alti di uno alto M (grande) a piacere, le tue altezze sempre comprese tra 1,40 e 2,05m sono approssimabili sempre ad una lunghezza l e quindi voi siete costanti nel tempo e uguali. Bene detto questo il problema da risolvere è soltanto per la pluralità di caratteri e psicosizie... pensando che possiamo prendere la media di tutte le densità interne di voi cilindri come densità uniformi di voi, posso dire che voi siete pieni tutti quanti più o meno della stessa cosa, e che quindi siete uguali interiormente, quindi (per somiglianza nella lingua italiana) siete tutti uguali caratterialmente. Detto ciò posso dire che solo una persona legge il mio blog e non ci sa arrivare da sola in quanto, cilindro essente, non potrebbe accendere il computer né premere i tasti per andare sul mio blog. Perciò chi viene nel mio blog non è autonomo, e se non è autonomo non può neanche dire di essere responsabile e maturo... cioé soltanto gente immatura e non autosufficiente viene nel mio blog. Considerando poi che vi ho insultato e se leggete questo continuate comunque a leggere, siete, anzi sei, anche stupido! Potendo usare le considerazioni iniziali per approssimare tutte le persone alte tra 1,40 e 2,05m, posso dire, e me lo dovete permettere, che tutte le persone di quell'altezza di questo mondo, sono, grazie k per il suggerimento riassumente, dei dannati idioti. Quindi potrei anche decidere di non impegnarmi più così tanto per fare un articolo logico per Te, essente stupido e cilindrico. Detto ciò finirò l'articolo con il numero di minuti passati da adesso quando andrò a casa in modo che non potrete dire che vi ho ingannati perché non ho finito l'articolo prima di andare a casa come vi avevo promesso!

9 minuti

martedì 13 gennaio 2009

Elenco cibi ammuffiti trovati al Campus

- 3 Aranci
- 2 Limoni
- 1 Miele
- 1 Thé San Benedetto
- 1 Marmellata
- 1 Yogurt

Per ora sembra basta!

giovedì 1 gennaio 2009

Un 2009 pieno di altruismo!

Caro Anno Natale,

Ti invento quest'anno perché ho dimenticato di fare la letterina per Babbo Natale, ed ho perciò deciso di chiedere a te qualcosa per sfruttare le tue potenzialità! Per quest'anno che verrà voglio chiederti di essere buono e gentile con gli altri! Lo so, sono un egocentrico perché voglio chiederti qualcosa, e sono egoista perché voglio che ciò che chiedo tu lo esaudisca... Se proprio non vuoi allora esaudisci i sogni e le aspettative degli altri e fa che quest'anno io sia felice, molto più dell'anno scorso, ancora di più di due anni fa e ancora di più dell'anno precedente a due anni fa! Fidati, non sto tentando di usare con te la psicologia inversa, volevo la felicità degli altri sul serio, ma se proprio non vuoi esaudire il mio sogno allora mi accontenterò che gli altri siano felici per me! Per quest'anno è già qualcosa no?! Infondo è il primo anno che fai questo lavoro quindi non vorrei sovraccaricarti di impegni... Ma si dai, facciamo così, per quest'anno mi accontenterò della mia felicità e soddisfazione personale, di soldi e bella carriera e di grandi opportunità, poi per l'anno prossimo ci risentiamo ok? Grazie mille!!!

Un felice 2009 a me e a chiunque sia contento per la mia felicità!!!


Siete forti!