giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale A Tutti

Quest anno per Natale ho deciso di fare un articolo serio perché ultimamente si è perso il vero senso del Natale, l'arrivo di un bambino che ci lascia liberi di accoglierlo, e se noi lo facciamo ci cambia la vita e da un senso a ciò che facciamo. Ho deciso quindi di pubblicare una storia che la mia mamma mi ha fatto leggere e che mi è piaciuta veramente assai:

IL GIGANTE EGOISTA Oscar Wilde

Tutti, i giorni, finita la scuola, i bambini andavano a giocare nel giardino del gigante.
Era un giardino grande e bello coperto di tenera erbetta verde. Qua e là sulla erbetta, spiccavano fiori simile a stelle; in primavera i dodici peschi si ricoprivano di fiori rosa perlacei e, in autunno, davano i frutti. Gli uccelli si posavano sugli alberi e cantavano con tanta dolcezza che i bambini sospendevano i loro giochi per ascoltarli.
-Quanto siamo felici qui!- si dicevano.
Un giorno il gigante ritornò. Era stato a far visita al suo amico, il mago di Cornovaglia, e la sua visita era durata sette anni.
Alla fine del settimo anno, aveva esaurito quanto doveva dire perché la sua conversazione era assai limitata, e decise di far ritorno al castello. Al suo arrivo vide i bambini che giocavano nel giardino. -Che fate voi qui?- esclamò con voce burbera, e i bambini scapparono.
-Il mio giardino è solo mio! -disse il gigante- lo sappiano tutti: nessuno, all'infuori di me, può giocare qui dentro. Costruì un alto muro tutto intorno e vi affisse un avviso:
GLI INTRUSI SARANNO PUNITI
Era una gigante molto egoista.
I poveri bambini non sapevano più dove giocare. Cercarono di giocare sulla strada, ma la strada era polverosa e piena di sassi, e non piaceva a nessuno. Finita la scuola giravano attorno all'alto muro e parlavano del bel giardino.
-Com'eravamo felici!- dicevano tra di loro.
Poi venne la primavera, e dovunque, nella campagna, v'erano fiori e uccellini.

Soltanto nel giardino del gigante regnava ancora l'inverno.
Gli uccellini non si curavano di cantare perché non c'erano bambini e gli alberi dimenticarono di fiorire.
Una volta un fiore mise la testina fuori dall'erba, ma alla vista dell'avviso provò tanta pietà per i bambini che si ritrasse e si riaddormentò. Solo la neve e il ghiaccio erano soddisfatti.
-La primavera ha dimenticato questo giardino -esclamarono- perciò noi abiteremo qui tutto l'anno.
La neve copriva l'erba con il suo grande manto bianco e il ghiaccio dipingeva d'argento tutti gli alberi.
Poi invitarono il vento del nord. Esso venne avvolto in una pesante pelliccia e tutto il giorno fischiava per il giardino e abbatteva i camini.
-E' un posto delizioso -disse- dobbiamo invitare anche la grandine.
E la grandine venne. Tre ore al giorno essa picchiava sul tetto del castello finché ruppe le tegole; poi, quanto più veloce poteva, scorrazzava per il giardino.
Era vestita di grigio, e il suo fiato era freddo come il ghiaccio.
-Non riesco a capire perché la primavera tardi tanto a venire -disse il gigante egoista mentre, seduto presso la finestra, guardava il suo giardino gelato e bianco:
-Mi auguro che il tempo cambi.
Ma la primavera non venne mai e nemmeno l'estate. L'autunno diede frutti d'oro a tutti i giardini, ma nemmeno uno a quello del gigante.
Era sempre inverno laggiù e il vento del Nord, la Grandine, il gelo e la Neve danzavano tra gli alberi.
Una mattina il gigante udì dal suo letto: una dolce musica, risuonava tanto dolce alle sue orecchie che pensò fossero di musicanti del re che passavano nelle vicinanze. Era solo un merlo che cantava fuori dalla sua finestra, ma da tanto tempo non udiva un uccellino cantare nel suo giardino, che gli parve la musica più bella del mondo.
La Grandine cessò di danzare sulla sua testa, il Vento del Nord smise di fischiare e un profumo delizioso giunse attraverso la finestra aperta.
-Credo che finalmente la primavera sia venuta- disse il gigante; balzò dal letto e guardò fuori della finestra.
Che vide? Una visione meravigliosa. I fanciulli entrati attraverso un'apertura del muro e sedevano sui rami degli alberi.
Su ogni albero che il gigante poteva vedere c'era un bambino. Gli alberi,felici di riavere i fanciulli, s'erano ricoperti di fiori e gentilmente dondolavano i rami sulle loro testoline.
Gli uccellini svolazzavano intorno cinguettando felici e i fiori sollevavano il capo per guardare di sopra l'erba verde e ridevano. Era una bella scena. Solo in un angolo regnava ancora l'inverno.
Era l'angolo più remoto del giardino, e vi stava un bambinetto. Era tanto piccolo che non riuscire a raggiungere il ramo dell'albero e vi girava intorno piangendo disperato.
Il povero albero era ancora coperto dal gelo e dalla neve e sopra di esso il vento del nord fischiava.
-Arrampicati piccolo- disse l'albero e piegò i suoi rami quanto più poté: ma il bimbetto era troppo piccino.
A quella vista il cuore del gigante si intenerì.
-Come sono stato egoista!- disse.-Ora so perché la primavera non voleva venire.
Metterò quel bambino in cima all'albero poi abbatterò il muro e il mio giardino sarà, per sempre, il campo di giochi dei bambini. -
Era veramente addolorato per quanto aveva fatto.
Scese adagio le scale e aprì la porta d'ingresso. Ma quando i bambini lo videro, si spaventarono tanto che scapparono, e nel giardino regnò di nuovo l'inverno. Soltanto il bambinetto non scappò; i suoi occhi erano così colmi di lacrime che non vide venire il gigante. E il Gigante giunse di soppiatto dietro a lui, lo prese delicatamente nella sua mano e lo mise sull'albero. E l'albero fiorì, gli uccellini vennero a cantare e il bambino allungò le braccine, si avvicinò al collo del gigante e lo baciò.
Non appena gli altri bambini videro che il gigante non era più cattivo, ritornarono di corsa e con essi venne la primavera.
-Ora questo è il vostro giardino, bambini - disse il gigante e, presa una grande ascia, abbatté il muro.
A mezzogiorno la gente che andava al mercato vide il gigante giocare con i bambini nel giardino più bello che avessero mai veduto. Giocarono tutto il giorno e la sera i bambini salutarono il gigante.
-Dov'è il vostro piccolo amico? - disse: -Il bambino che io ho messo sull'albero?-
Il gigante l'amava più di tutti perché l'aveva baciato.
-Non lo sappiamo -risposero i bambini- se n'è andato.
-Dovete dirgli che domani deve assolutamente venire- disse il gigante.
Ma i bambini risposero che non sapevano dove abitasse e che prima non l'avevano mai veduto, e il gigante si sentì molto triste.
Ogni pomeriggio, finita la scuola, i bambini venivano a giocare con il gigante. Ma il bambinetto che il gigante prediligeva non si vide più.
Il gigante era molto buono con tutti, ma desiderava il suo piccolo amico e spesso parlava di lui.
-Quanto mi piacerebbe vederlo-diceva sovente.

Gli anni passarono, e il gigante divenne vecchio e debole. Non poteva più giocare;
sedeva in una grande poltrona e osservava i bambini mentre giocavano e ammirava il suo giardino.
-Ho molti bei fiori- diceva- ma i bambini sono i fiori più belli.
Una mattina d'inverno, mentre si vestiva,guardò fuori dalla finestra. Ora non odiava più l'inverno perché sapeva che era soltanto la primavera addormentata e che i fiori si riposavano.
Ad un tratto si fregò gli occhi sorpreso e si mise a guardare intensamente.
Era una cosa veramente meravigliosa. Nell'angolo più remoto del giardino v'era un albero interamente ricoperto di fiori bianchi. Dai rami d'oro pendevano frutti d'argento, e sotto di essi stava il bambinetto ch'egli aveva amato. Il gigante scese di corsa e, tutto acceso di gioia, uscì nel giardino. Si affrettò sull'erba e s'avvicinò al bambino.
Quando gli fu vicino si fece rosso di collera e disse:
-Chi ha osato ferirti?- perché il bambino aveva il segno di due chiodi sul palmo delle mani e sui piedi.
-Chi ha osato ferirti?- esclamò il gigante- dimmelo e io prenderò la mia grossa spada e l'ammazzerò.
-No- rispose il bambino- queste sono soltanto le ferite dell'amore.
-Chi sei?- chiese il gigante, e uno strano stupore s'impadronì di lui e s'inginocchiò dinanzi al bambino.
Il bambino gli sorrise e disse:
-Un giorno mi lasciasti giocare nel tuo giardino, oggi verrai a giocare nel mio giardino, che è il Paradiso.
Quando nel pomeriggio i fanciulli entrarono di corsa nel giardino trovarono il gigante morto, ai piedi dell'albero tutto coperto di fiori candidi.


Detto questo concludo facendo contenta la mia prima personalità cretina:
BUON NATALE A TUTTI!

mercoledì 17 dicembre 2008

Se lo facevo per conoscenze linkavo il blog de Leo!

Non metto il link di un articolo di mio fratello perché lo conosco, anzi, dico davanti a tutti che per ora lo tolgo dalla lista dei fratelli veri così posso premiarlo per il merito di aver scritto una cosa molto interessante sulla riforma dell'università. Quando andrete a leggere il tutto, guardatevi anche i 10 commenti in modo da farvi un'idea più equilibrata del tutto.

http://marcelloseri.blogspot.com/2008/11/universit-finalmente-la-svolta.html

Andateci perché c'è un articolo del Sole 24 Ore molto interessante.

lunedì 8 dicembre 2008

Sesso sfrenato!

L'articolo di oggi è veramente brutto, il titolo è solo per farlo leggere dalla gente media!

Più uso messaggi e chat più mi accorgo che se usate male sono le cose più stupide che siano mai state costruite. A che serve mandare i messaggi quando è possibile telefonarsi? Posso capire se tu sai che una persona è impegnata o ha il cellulare spento, in quel caso puoi informarla di qualcosa in modo che lo sappia appena va ad usare il cellulare. Per il resto serve solo a crearci una seconda identità. Sono poche secondo me le persone che avrebbero il coraggio di dire le stesse cose che dicono per messaggio in faccia. In questi casi smessaggiando con una persona ti puoi affezionare aqualcuno che in realtà non esiste. In questo modo però chi trova la salvezza nei messaggi perché non ha una personalità forte si troverà a dipendere sempre più da loro e sarà l'unico responsabile della distruzioine totale del suo coraggio. Se vogliamo vedere più in generale alla vita quotidiana chi mi manda un messaggio con scritto "Ti va bene se ci troviamo ai cancelli oggi pomeriggio? a che ora?" è uno stronzo e è stupido... Tu paghi 15 centesimi e mi fa pagare altri 15 centesimi per risponderti... ma se mi chiami ne spendi 12 a dì tanto... Il problema è che appena c'è una cosa nuova ci buttiamo come degli avvoltoi lasciando quello che c'avevamo prima. Siamo stupidi ed istintivi, ma alla fine se qualcuno ci fa riflettere su qualcosa appena lo capiamo iniziamo a pensare. I messaggi poi c'hanno anche un altro problema molto serio, da un messaggio non puoi capire se una persona scherza o è seria, se è triste o felice... La voce è fondamentale per la comunicazione.

Adesso che mi sono convinto da solo dell'importanza della voce vado a cercare un amico con cui parlare. Prima però manderò a tutti i miei amici un messaggio per dirgli di andare a leggere il mio blog.

sabato 29 novembre 2008

Sosseri's anseuers 2

Il calcare si lava?

Giovanni

Ok, sto scrivendo un articolo con una tastiera che non mi piace anziché cucinare per tutti gli altri, non so dove andrò a parare e non so se andrò a parare da qualche parte ma mi sento ispirato.

Allora, la prima cosa da dire è che la doccia ci lava sempre tutti se lo vogliamo, ma chi lava la doccia? cioé, a forza di esistere la doccia si sporca (anche se non l'avrei mai pensato con l'intuizione, a questo serve la fase shperimendale dello studio), e chi la lava questa doccia, un'altra doccia che verrebbe ad avere lo stesso problema?! vabbé, adesso che ce penso c'è un problema che è molto più serio: msn manda le e-mail alla gente usando la mia e-mail su una cosa che se chiama phone-tribe... MA FATTE I CAZZI TUOI,SE NON MANDO LE E-MAIL NON E' PERCHE' NON SO PORMI CON LA GENTE, NON DEVI SCIALIZZARE A POSTO MIO! Ma te pare, se lo faceva un amico mio a manda le e-mail stupide alla gente con l'indirizzo mio me snervavo (se esiste quell'atteggiamento), immagina se lo fa uno che manco esisterà... chi è sto Msn? io non lo conosco e non voglio conoscerlo! Già posso capì se in un universo parallelo dove ci sono le nostre figure msn Alessandro Msn ha mandato quel'e-mail, ma la mandasse a Leonardo Msn, Paolo Msn, Chiara Msn , Ecc Msn e non venisse a rompe le palle normail alle persone normali. Scassa le palle msn alle persone msn e non me mette snervatura.

Apparte gli scherzi ... degli amici miei che l'avrei potuti capì, uno che manco conosco che manda le e-mail a posto mio a me non me fa piacere per niente, sta cosa non è bella. C'è qualcuno che sa se posso denuncia sto Msn per prende i danni morali?

E poi no, io me ricordo che quando faceva la neve e ero piccolo correvo sotto alla neve e urlavo "E E E Baba Dubai Nee òccottetto a Nee E E E", adesso i ragazzetti de 13 anni, apparte il fatto che sanno già parlare bene, comunque TIRANO FUORI LO MBRELLO! Ma come se fa' a accoglie la neve co lo mbrello, poi ce credo che non viene più, è come se un amico che non vedi da anni te vene a trova e tu appena lo vedi te metti la cuffia... apparte che non c'entra un cazzo, comunque oltre a esse fuoriluogo sei anche scortese, fossi io me offenderei..

Ma tanto i ragazzetti de oggi non è più come prima adesso si trovano ai cance e vanno ai gardens!

Siete forti!

domenica 23 novembre 2008

Delirio

Nubi oscure circondano la mia mente. Brutte notizie dall'esterno! Sono questi i momenti in cui mi rendo conto che forse ho sbagliato facoltà... in queste particolari condizioni non riesco a fare esercizi, mentre scrivere mi rassicura, soprattutto se mi trovo a scrivere sulla mia tastiera! Ultimamente infatti non ho scritto più non per mancanza di cose da scrivere (in teoria anche per quello, però c'era anche un problema più importante). Non ho scritto perché con le altre tastiere ci metto molto di più, i tasti non riconoscono le mie dita, e le mie dita si rifiutano di toccare tasti che non conoscono!

Io non sono uno di quelli che vanno con la prima che incontrano... non per principio, capitemi, è solo perché adesso non ti puoi più fidare della prima che incontri, potrebbe nasconderti la sorpresina, il pacco rosso, il talento naturale, la possanza longeva. Non centra più niente con il paragrafo superiore, infatti ho lasciato lo spazio. E' come se si trattasse di due paragrafi diversi perché sono due diversi paragrafi. Oggi se conosci una persona non è più sufficiente stringerle la mano, devi anche domandare le cose giuste o osservare i punti giusti prima di aprirti particolarmente.

Ma ieri non era così? No, perché la scienza non era arrivata a tali livelli! Cara amata e odiata scienza, ma perché non ti sei fermata dopo il frigorifero, la televisione e il computer? A che serviva arrivare a tradirci fino al punto di non sapere più chi ci circonda? Se conosco una ragazza oggi non so se è un ragazzo, se è fatta di pelle, silicone o plastica, se è un robot... Ci sarebbe da mettere un marchio su ogni persona come facciamo con il cibo: “produzione artigianale”, oppure, “made in laboratory”, oppure, “100%silicone”! Lo so qual'è il problema... è solo che non sappiamo quand'è la nostra scadenza! Ma tanto tra poco potremo decidere quando morire e come morire... infondo la vita è nostra, è giusto che noi decidiamo dove buttarla, o almeno sarà gusto finché i secchi per le persone non saranno pieni, poi passeremo alla fase riciclaggio!

Ok, il dvd è pronto, le cazzate solite l'ho dette, l'articolo ce l'ho e c'è pure la provocazione nascosta bene. In più c'è il temporale e non voglio rischiare la vita. In più c'ho sonno.

Siete forti. Buona notte!

giovedì 20 novembre 2008

Date un povero pupazzo al pane del pazzo cane

Questi giorni mi ero interessato particolarmente a un problema fondamentale che avevo ritenuto tale che in realtà non era poi così pregno di significato oggettivamente ma che lo è stato nel mio interesse matematico:Non vi sto a spiegaer come può essere risultato utile questo a m perché non lo ritengo importante e neanche voi lo ritenete tale. Qualcheduno di voi può pensar me ad essere prolisso ma vi dico solo una cosa: non prolisso, pedissequo sono!

Ora che vi ho sbalordito con il mio italiano perfetto vi chiederete: ma non faceva fisica Alessandro? si.

Ma non vi volevo parlare di questo. In realtà non sapevo che fare!

Siete forti!

giovedì 6 novembre 2008

Aldo Gianulli dal Blog beppegrillo.it



Per toccare anche il problema dei tagli (anche se ancora non è un problema urgente) questo video di Marco Travaglio è molto interessante!